Esistono due tipologie di ascensore: oleodinamico (idraulico) ed elettrico.

Ascensore Oleodinamico (idraulico)

Si definisce “oleodinamico” un ascensore il cui movimento è prodotto da una centralina idraulica che fornisce l’energia ad un fluido (olio additivato) alimentato con corrente trifase, grazie al quale viene azionato un pistone che fuoriesce da un cilindro. L’annesso motore elettrico funziona durante la fase ascendente della cabina che in discesa si muove semplicemente grazie alla forza di gravità.

La centralina idraulica deve essere posta all’interno di un locale esclusivo, denominato locale macchine, che deve avere una serie precisa di
caratteristiche: porta metallica apribile verso l’esterno, dotata di serratura apribile manualmente dall’interno del locale stesso, superficie idonea (variabile a seconda delle dimensioni dell’impianto) con altezza minima di mm 2000, gancio di sollevamento posto sulla verticale alla centralina, areazione a seconda delle caratteristiche dell’edificio in cui è posto l’ascensore.

Attualmente è però possibile sostituire il locale macchine con armadi metallici di dimensioni molto contenute (900x500x2100h mm) la cui collocazione deve essere accuratamente studiata per garantire le stesse sicurezze del locale macchine.

Il vano corsa è lo spazio verticale all’interno del quale scorre la cabina e deve essere realizzato in modo da sopportare le sollecitazioni dell’ascensore ed in grado di soddisfare i requisiti antincendio del fabbricato. Deve essere sempre garantita una areazione verso l’esterno la cui sezione è variabile a seconda del tipo di edificio.

Ascensore Elettrico (gearless)

 

 

 

Si definisce “elettrico” un ascensore il cui movimento è prodotto dal macchinario di sollevamento (gearlees o argano) che trasmette il movimento alle funi che reggono la cabina; il motore elettrico funziona sia nella fase di salita che in quella di discesa.

In origine questi impianti avevano il macchinario di sollevamento posto all’interno di un locale macchine, mentre attualmente è posto all’interno del vano corsa (soluzione che è definita – MRL –MachineRoomLess) con un notevole risparmio di spazio.

Infatti in tale soluzione anche il quadro di comando viene posto nelle seguenti soluzioni in base alle esigenze di installazioni: all’interno del vano corsa, laterale alla porta di piano, armadio separato; cosicché il locale macchine non deve più essere realizzato o, nel caso sia già esistente, lo spazio può essere recuperato per un diverso utilizzo.

Anche in tal caso il vano corsa deve essere realizzato in modo da sopportare le sollecitazioni dell’ascensore ed in grado di soddisfare i requisiti antincendio del fabbricato.

Deve essere sempre garantita una areazione verso l’esterno la cui sezione è variabile a seconda del tipo di edificio.

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